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martedì 2 febbraio 2016

L'INCREDIBILE BIMBO MANGIA LIBRI

Oliver Jeffers, Zoolibri


ALL'OCCHIO: la locandina di uno spettacolo del circo
o del teatrino di marionette potrebbe essere proprio così.
AL TATTO: all'ultima pagina c'è un effetto speciale che non si può svelare...
assaggiatelo voi!!!


Oliver Jeffers è un trentanovenne artista di Belfast
pluripremiato per diverse sue opere.
Qui vorrei stuzzicare la vostra curiosità parlandovi di una recente ristampa de
L'incredibile bimbo mangia libri.
Ne esisteva anche una versione pop-up,
ma poichè al momento non risulta reperibile ci consoleremo con quella semplice.


Come suggerisce il titolo, Enrico, il protagonista, amava i libri,
ma non come noi amiamo i libri,
lui amava MANGIARE i libri.
Giorno dopo giorno, libro dopo libro,
Enrico si rendeva conto che più ne mangiava, più diventava intelligente.


Non tralasciava nessun argomento: racconti, barzellette, matematica, pesci.
Ma i suoi preferiti erano i libri rossi.

La posta in gioco era alta:
sarebbe potuto diventare la più intelligente persona sulla terra.


Non voglio rovinarvi la sorpresa,
quindi non continuerò a raccontarvi questa storia divertentissima,
che Jeffers ha scritto ed illustrato.
Non so se alla fine preferirete i testi ai disegni, o viceversa,
a me è piaciuto tutto di questo albo, 
ma se dovessi scegliere un solo aspetto direi che il messaggio più positivo di questo libro
è la curiosità e l'intelligenza che finiscono nella mente 
di un bambino appassionato alla lettura.

MARIAisabella

lunedì 1 febbraio 2016

IL PICCOLO LADRO DI PAROLE

Nathalie Minnie, White Star Kids


ALL'OCCHIO: è grande, sembra una pioggia di lettere e cifre,
sembra un collage fatto con i caratteri ritagliati dai fogli di giornale.
AL TATTO: bellissimo accarezzarne la copertina,
il titolo e il ritratto del protagonista sono stampati in rilievo.

La prima volta che mi sono imbattuta in questo albo mi trovavo in libreria con Valentina.
Mi ha colpito subito per la sua dimensione
(ho un debole per i libri grandi)
e così ho iniziato a sfogliarlo.


E' sorprendente perché da un libro sulle parole 
non ti aspetti che siano le immagini a farla da padrone:
i disegni occupano intere pagine, sono geometrici, nostalgici, 
li definirei poetici.

E' sorprendente perché da un libro per bambini
non ti aspetti che usi anche parole 'difficili' e non comuni.
L'autrice scrive che il piccolo ladro esce con il suo armamentario;
che gli abitanti sono illuminati dal chiarore delle lampade;
che i due amici esplorano gli angoli più remoti del bosco.


E' sorprendente perché da un libro così
non ti aspetti che ti faccia riflettere sull'importanza delle parole,
sul peso che possono avere,
sulla magia che possono trasmettere.


Da quando ho letto questo libro, a volte, nelle mie giornate
questo pensiero ritorna:
se c'è un piccolo ladro di parole 
è perché le parole sono un tesoro,
e allora vale la pena non sprecarlo.

MARIAisabella