lunedì 9 novembre 2015

MASHA E ORSO #TRUESTORY

Fiaba popolare russa illustrata da Aleksandr B. Alekseev, Edizioni Arcobaleno


ALL'OCCHIO: piccolo e quadrato, 
pieno di fiori e pattern. 
Le illustrazioni sono bordate da belle cornici, 
le pagine che ospitano il racconto possiedono anch'esse figure monocrome
 di bacche e funghi.
AL TATTO: pagine molto spesse, di cartone pesante e bianco.

Se sul bancone della tua giocattoleria tengono esposto il piccolo monografico 
della storia di Mascia e l'Orso,
e se poco dopo trovi in una libreria un volume più alto,
intitolato Masha e Orso e altre fiabe russe,
allora deve proprio esistere un racconto popolare originale.


E' una storia molto breve, semplice e tenera,
 a cui il tono degli ormai famosi cartoni animati tiene fede.
Il desiderio è quello di non anticipare nulla qui,
 se non che nella fiaba popolare il più monello è forse l'orso,
piuttosto che la piccola Masha e che la vivace protagonista ha
dei nonni a casa che la aspettano.


Le figure del libretto di Edizioni Arcobaleno sono illustrazioni originali
dell'artista russo Aleksandr B. Alekseev,
scenografo del più antico teatro di marionette di San Pietroburgo 
(Teatro Demmeni).


La cosa più carina è come le immagini dell'artista autoctono
rimandino alla tradizione della sua madrepatria:
i vestitini di Masha e delle sue amiche ricordano
nei tratti, nelle fantasie e nei colori
le decorazioni utilizzate per gli abiti delle matriosche.


Gli stessi pattern che vengono riproposti nelle cornici
che inquadrano le vicende di questa avventura.


venerdì 6 novembre 2015

ROSSO MICIONE

Eric Battut, Bohem Press Italia


ALL'OCCHIO: piccolo e quadrato. 
Le immagini sono tutte sulla tonalità del rosso e dei colori caldi.
AL TATTO: liscio e fresco.

Immaginiamo di essere lontani da casa (diciamo per 6 mesi, ipoteticamente):
ci siamo affezionate molto alla bambina a cui facciamo da babysitter e l'affetto è reciproco.
Allo scadere di questo lasso di tempo giungerà il momento di tornare.
Come possiamo dirlo alla bimba ancora piccola?
Non possiamo, è troppo piccola.

Ora poniamo che lei ami molto guardare i libri insieme, 
bisogna raccontarglieli più che leggerli, ma sempre con le stesse parole,
così alcune battute può dirle lei.

E se uno dei nostri libri preferiti fosse Rosso Micione di Battut Éric?!
E' la storia di un gatto e di un uccellino che diventano imprevedibilmente amici, 
ma con l’inverno l’uccellino deve migrare e il micio è molto triste.
Nell’ultima pagina del libro si assiste al ritorno dell’amico,
non da solo ma con tanti altri uccellini 
(mamma e figli uccellini).


Dopo parecchie letture potremmo renderci conto che quello che desideriamo, 
ovvero che la bimba capisca che andare via non significa smettere di volere bene,
lo stiamo già dicendo, senza complicate spiegazioni, con questa bella storia.

Parlando sempre in via ipotetica, naturalmente.

giovedì 5 novembre 2015

L'UOVO MERAVIGLIOSO

Dahlov Ipcar, Orecchio Acerbo


ALL'OCCHIO: un rettangolo rosa big babol, 
le cui illustrazioni danno l'impressione di essere tattili.
AL TATTO: la copertina è di cartone spesso;
la carta, molto porosa, non è mai troppo bianca. 
Le pagine sembrano fogli di bella carta riciclata.

Di questo libro non va tralasciato nulla, neanche le pagine accessorie: 
non quelle che foderano la copertina, non quelle prima dell'inizio della storia, 
neanche quelle dopo la conclusione.
La dedica è deliziosa e l'elenco di quanto erano grandi i dinosauri?!
Non parliamo della facciata con il significato dei loro nomi!


I colori delle illustrazioni non sono reali, 
ma rendono perfettamente l'atmosfera di una giungla primordiale.
Si alternano disegni monocromi (in bianco, nero e verde acqua) 
con figure rosa shocking, rame e ocra.


L'espediente con cui Dahlov Ipcar ci parla degli animali preistorici è la scoperta di un uovo meraviglioso, era rimasto tutto solo.
Era un uovo di dinosauro?


Era un uovo di Triceratopo?

LAZZARI, marchio di abbigliamento made in Italy

Era un uovo di Brontosauro?
Oppure era un uovo di Stegosauro?
Ogni pagina ripropone la domanda, passando in rassegna le specie antiche.


La cosa bellissima di questa libro è che racconta la storia, 
ma ogni quesito è l'occasione per una spiegazione: 
sembra quasi un volume di divulgazione scientifica.
Sembra un libro di divulgazione scientifica, ma possiede un tono poetico.


A che specie apparteneva l'uovo meraviglioso?
Sarà stato di un dinosauro erbivoro o carnivoro?
Un dinosauro che viveva nell'acqua?
O un dinosauro "becco d'anatra"?


Forse non era affatto un uovo di dinosauro.

mercoledì 4 novembre 2015

UNA ZUPPA DI SASSO

Anaïs Vaugelade, Babalibri


ALL'OCCHIO: sottile e quadrato. 
Un grande libro giallo, un grande lupo nero. 
Povero di fronzoli: 
all'infuori degli animali, ben caratterizzati, i particolari sono al minimo
AL TATTO: Liscio e fresco.

Un'amica amava la terra russa, ora vive in una terra lontana, 
una terra così lontana da questa che lì non si trovano animali della fattoria.
Il suo bambino è nato in questa terra misteriosa:
come farlo affascinare alle creature delle campagne?
Come tramandare la passione per l'Europa dell'est?

Ha trovato il libro che mette insieme entrambe le cose.
E' una storia molto delicata. 
Un lupo bussa alla porta di una gallina, la prima casa del villaggio: è inverno, fa freddo, l'animale è vecchio e ha un'aria così malinconica... non è che potrebbe entrare a scaldarsi un po'? E poi le preparerebbe una zuppa di sasso.
"La gallina non sa cosa fare. Certo non è tranquilla, ma è curiosa:
non ha mai visto un lupo dal vero, lo conosce solo dalle storie...
E le piacerebbe molto assaggiare una zuppa di sasso.
Decide di aprire la porta."


La gallina ha davvero molti amici nel villaggio, pian piano bussano alla porta parecchi animali: si sono preoccupati nel vedere entrare un lupo.
Tutti hanno paura, ma tutti decidono di entrare e partecipare alla preparazione della zuppa.
Il lupo ha portato l'ingrediente principale (il sasso), ma la gallina aggiunge del sedano, 
il porcello delle zucchine, l'oca e il cavallo domandano se ci stanno bene dei porri.


Alla fine tutti sorridono mangiando la zuppa con un calice di vino rosso, ma è già ora che il lupo si rimetta in cammino: il sasso non è ancora cotto, con permesso se lo porta via per la cena di domani.
Sono un po' tristi che l'ospite inatteso li debba lasciare...
Tornerà?


Non scordate di guardare la piccola figura sul retro dell'ultima pagina della storia!
Che succede dopo che il lupo si allontana sulla neve, con il suo sasso sulle spalle?

Lettura ad alta voce: 

martedì 3 novembre 2015

IL LUNEDì SCOMPARSO

Silvia Roncaglia, Il Battello a vapore


Succede spesso così, non c'è bisogno nemmeno di dirlo: un amico sul treno, un collega in ufficio, una sconosciuta alla fermata del tram. La domanda sembra innocente: "Ciao! come stai?" , ma la risposta cela un certo malcontento: uno sospira, un altro alza le spalle, un'altra ancora scuote la testa dicendo "Eh,come vuoi che vada? E' lunedì..."


Quante volte abbiamo assistito a scene del genere? Eppure nessuno di noi ha mai immaginato che il Signor Lunedì potesse restarci male, potesse sentirsi offeso dai nostri giudizi, potesse addirittura rinchiudersi nella sua casetta con quattro giri di chiave e due catenacci. Questo libro ci svela cosa è accaduto quel 18 maggio in cui il Lunedì decise di lasciare la settimana con un giorno di meno.   


MARIAisabella

sabato 31 ottobre 2015

BALLATA

Blexbolex, Orecchio Acerbo


ALL'OCCHIO: alto, spesso come un libro da grandi e molto colorato.
Con delle belle lettere corsive
AL TATTO: la copertina di cartone ricorda la carta da pacchi.
Le pagine sono ruvide e porose.

Questo libro è davvero particolare: a prima vista sembra una cosa, ma è un'altra, almeno per chi non ha mai sfogliato questo autore prima.
Ogni pagina comprende un'immagine e una parola, con articolo e virgola. La storia ricomincia 7 volte, le immagini chiave restano immutabili come un ritornello, ma ogni strofa aggiunge particolari.
Non è una storiella raccontata con poche parole e molte figure, ma una fiaba vera e propria.





















Ci sono una strega, due briganti, un drago, dei demoni, una foresta.
Si incontra anche un folletto simpatico (che comunica con un aereoplanino di carta), un flauto magico e una bella regina.

Inizialmente pare un racconto moderno: la scuola, la strada, la casa...  
Ma al culmine dello sviluppo accade di trovarsi davanti ad una fiaba inquietante e oscura, come ogni fiaba che si rispetti!


Al pari di una ballata medievale gli eventi cambiano a poco a poco, strofa dopo strofa:
il primo sortilegio della strega non è troppo cattivo, mette a soqquadro la città, tutto è sottosopra, anche le parole.
Ma con l'incalzare della storia i particolari aumentano e le scelte della strega si fanno malvagie:
in questo pagine le parole sulla destra mancano, forse perché il sortilegio ha fatto diventare la notte talmente tetra da non riuscire a vedere nulla.
Man mano che l'eroe compie il cammino le parole, pian piano, ricompaiono.

LO SCONOSCIUTO
E' molto bello che all'inizio non voglia compiere l'impresa, sembra un uomo normale, nella vita normale.
Eppure il suo nome è l'unica parola, sulla pagina destra, a non essere cancellata nella notte oscura.


LA REGINA
Perde la scarpetta, come Cenerentola, ma nell'aspetto è tutta Biancaneve

I BRIGANTI
Un gatto e una volpe, come in Pinocchio,
presi a sculacciate dallo straniero piangono, poi sembrano diventare amici della regina e dell'eroe

LO SPECCHIO
Ricorda quello di Biancaneve, un po' come la strega ricorda la matrigna cattiva quando si presenta con una mela avvelenata

LA GUERRA
Mentre si svolge l'avventura, si svolge parallela la guerra e si intreccia ad essa,
in questo la storia richiama un pochino il Castello errante di Howl:
le carrozze corrono accanto alle camionette della polizia e ai carri armati dei soldati

IL PRESAGIO


E' un presagio per il riflesso dell'acqua? Perché poco dopo la strega lancia una magia e case, strade e persone sono a testa in giù?


E' un presagio perché poco dopo lo sconosciuto verrà arrestato per un altro incidente (causato dai briganti nel rapimento della regina)?


E' un presagio perché la scarpa sarà la chiave di volta per far decidere allo straniero di intraprendere l'avventura?


E' un presagio perché lo straniero si innamorerà della regina?


Che presagio dà questo libro?


Per conoscere meglio Blexbolex:

http://www.lefiguredeilibri.com/2009/12/07/saisons-di-blexbolex-albin-michel-2009/

http://www.scaffalebasso.it/unebbrezza-e-uninfanzia/

venerdì 30 ottobre 2015

LE FATE PREFERISCONO UN TIPO BIFOLCO COME ME

Ortodossia, Gilbert Keith Chesterton

"Il filosofo delle fiabe è contento che la foglia sia verde precisamente perché avrebbe potuto essere scarlatta. Egli ha la sensazione che quel verde si sia acceso un istante prima che lui la guardasse. Così come si compiace che la neve sia bianca per il motivo assolutamente ragionevole che avrebbe potuto essere nera. Ogni colore ha in sé una qualità determinata come per scelta: il rosso delle rose di un giardino non solo è irrevocabile, ma drammatico, come sangue versato all'improvviso.
Il filosofo delle fiabe sente che qualche cosa è stato fatto."

Raccontare gli alberi,
Pia Valentinis e Mauro Evangelisti, Rizzoli
Raccontare gli alberi,
Pia Valentinis e Mauro Evangelisti, Rizzoli